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	<title>Four Edition &#187; Promo Jazz</title>
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	<description>Jazz Records</description>
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		<title>Amália Baraona &#8220;Mulheres&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 21 May 2010 15:00:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Delvecchio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Promo Jazz]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><div id="attachment_285" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.four-edition.com/site/wp-content/uploads/2010/05/cd-pr606-a_baraona.jpg"><img class="size-full wp-image-284" title="Amália Baraone Mulheres" src="http://www.four-edition.com/site/wp-content/uploads/2010/05/cd-pr606-a_baraona.jpg" alt="Four CD PR606" width="300" height="300" /></a><form onsubmit='submitform(this);return false;'  action='' method='post'></form><p class="wp-caption-text">Four CD PR606</p></div><strong>Amália Baraona</strong> (vocal)<br />
<strong>Bruno Montrone</strong> (piano)<br />
<strong>Dario Di Lecce</strong> (double bass)<br />
<strong>Fabio Delle Foglie</strong> (drums)<br />
<strong>Guido Di Leone</strong> (guitar on tr. 1, 4, 7, 9, 10)<br />
<strong>Francesco Lomangino</strong> (flute on tr. 1, 4, 6, 9)</p>
<p>Promo Jazz &#8211; Four CD PR606 (2010)</p>
<p>La musica è donna verrebbe da dire, pensando alla&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_285" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.four-edition.com/site/wp-content/uploads/2010/05/cd-pr606-a_baraona.jpg"><img class="size-full wp-image-284" title="Amália Baraone Mulheres" src="http://www.four-edition.com/site/wp-content/uploads/2010/05/cd-pr606-a_baraona.jpg" alt="Four CD PR606" width="300" height="300" /></a><form onsubmit='submitform(this);return false;'  action='' method='post'><input type='hidden' name='wpsc_ajax_action' value='add_to_cart' /><input type='hidden' name='product_id' value='46' /><input type='hidden' name='item' value='46' /><input type='image' src='http://www.four-edition.com/site/wp-content/plugins/wp-e-commerce/images/addtocart.png' id='product__submit_button' class='wpsc_buy_button' name='Buy' value='Aggiungi al carrello'  /></form><p class="wp-caption-text">Four CD PR606</p></div><strong>Amália Baraona</strong> (vocal)<br />
<strong>Bruno Montrone</strong> (piano)<br />
<strong>Dario Di Lecce</strong> (double bass)<br />
<strong>Fabio Delle Foglie</strong> (drums)<br />
<strong>Guido Di Leone</strong> (guitar on tr. 1, 4, 7, 9, 10)<br />
<strong>Francesco Lomangino</strong> (flute on tr. 1, 4, 6, 9)</p>
<p>Promo Jazz &#8211; Four CD PR606 (2010)</p>
<p>La musica è donna verrebbe da dire, pensando alla bossa nova. Passione e carisma di tale stile fanno parte di una certa ingenua e delicata sensibilità. Ciò non toglie che la Bossa Nova venga anche da grandi nomi maschili. Ma il contesto qui è tutto volto a scoprirne il suo lato rosa e si evince facilmente, pensando all’armonia che rende possibile la coesistenza di jazz, tradizione brasiliana e poesia. Amàlia ci regala un repertorio completamente dedicato alla figura femminile, esaltata dalla liricità dei testi che la musica brasiliana perfettamente incastona fra le note, ora ritmicamente per sua natura linguistica, ora melodicamente per il comparto umano caldo e passionale tipico dei meridiani più a sud del mondo. <span id="more-662"></span>Non a caso gran parte dei brani sono di composizione del più noto poeta carioca: Chico Buarque. “A Rita”, dall’incedere sostenuto, apre il disco con una visione serena, quasi paradisiaca, rilevabile anche dalla leggerezza dei suoni nella coesione fra chitarra e flauto. Intelligentissima la scelta di tale ‘legno aerofono’ (ad opera di Francesco Lomangino) in vari brani, corona timbrica inevitabilmente adatta al genere. Si prosegue in tranquilla armonia con la sensazione di avvolgente delicatezza con “Lìgia” e “Marina” (rispettivamente di Antonio Carlos Jobim e Dorival Caymmi). Amàlia da voce alle donne cullandoci con una vocalità soffice e graziosa, una madrina della Bossa Nova in totale sintonia con gli strumentisti che l’accompagnano. Bruno Montrone, giovanissimo e talentuoso pianista dipana perfettamente il suo comping (notevole ed emotivo in “Ligia”) abbandonandosi a fraseggi jazz di ottima fattura (“Maninha”, “Januària”), con un intento interpretativo evansiano e di grande consapevolezza estetica. Altrove la chitarra di Guido Di Leone ci accompagna con la sua tipica maestria; notissimo nome del panorama jazz italiano, ma anche grandissimo cultore della musica brasiliana e latin più in generale (suoi anche progetti basati sulla musica tradizionale cubana), non manca di regalarci fraseggi eccezionali con la sua inconfondibile verve stilistica e perfettamente a suo agio nel brano “Rosa Morena”. La sezione ritmica, anch’essa emergente ma già talentuosa e ricca d’esperienze vede Dario Di Lecce al contrabbasso e Fabio Delle Foglie alla batteria. Entrambi, forti della comprovata esperienza su palco sono perfettamente coesi e compatti, ritmicamente ineccepibili nell’interpretare la ritmicità tipica di questo stile.  “Joana Francesca” è uno dei momenti più alti, un 3/4 che vede la presenza di piano e chitarra, che si compenetrano con gusto e consapevolezza dei propri spazi. In un sofisticatissimo interplay la chitarra cede il passo al piano con in suoi contrappunti e viceversa si concede spazi immediatamente percepiti e corrisposti: un raro momento di sinergia di due strumenti spesso in contrasto fra loro. La vellutata voce di Amàlia completa il tutto e lo porta ad un livello sublime. Intonazione e gestione decisa delle corde vocali si evincono anche nella seguente “Carolina”. A concludere “Essa Mulher”  meraviglioso brano di Joyce e Ana Terra che, col suo sostrato struggente, viene aperta da un suggerimento del tema ad opera del flauto accompagnato dalla chitarra. Amàlia qui è ariosa, interpretando senza eccessiva drammatizzazione grazie alla sincerità e alla dinamica tranquilla della sua voce. Infine “Rosa Morena” di Dorival Caymmi chiude come in un’ellissi gradevole nell’intento allegro e festoso che si era proposto nel primo brano, mettendo il punto ad un disco che si spera possa riproporsi con altri repertori ad opera di Amàlia e dei grandi musicisti che l’hanno accompagnata in questo viaggio alla ricerca dell’animo femminile della musica attraverso la Bossa Nova.</p>
<p><em>A cura di <strong>Gianluca Cardellicchio</strong></em></p>
<p><a href="http://www.four-edition.com/site/wp-content/uploads/2009/04/linea2.jpg"></a><a href="http://www.four-edition.com/site/wp-content/uploads/2009/04/linea.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-629" title="linea" src="http://www.four-edition.com/site/wp-content/uploads/2009/04/linea.gif" alt="linea" width="550" height="10" /></a></p>
<p><object width="450" height="200" data="http://player.believe.fr/player/8033210820368/4/black/1/0/0/it/" type="application/x-shockwave-flash"><param name="src" value="http://player.believe.fr/player/8033210820368/4/black/1/0/0/it/" /><param name="wmode" value="transparent" /><param name="quality" value="high" /></object></p>
<p><a href="http://www.four-edition.com/site/wp-content/uploads/2010/05/amalia01.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-718" title="amalia01" src="http://www.four-edition.com/site/wp-content/uploads/2010/05/amalia01.jpg" alt="amalia01" width="550" height="408" /></a></p>
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		<title>I Cori del Pentagramma &#8220;Chorus 2010&#8243;</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Jan 2010 19:29:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Delvecchio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Promo Jazz]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><div id="attachment_325" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.four-edition.com/site/wp-content/uploads/2010/01/chorus_2010.jpg"><img class="size-full wp-image-325" title="chorus_2010" src="http://www.four-edition.com/site/wp-content/uploads/2010/01/chorus_2010.jpg" alt="FOur CD PR605" width="300" height="300" /></a><br />
<form onsubmit='submitform(this);return false;'  action='' method='post'></form><p class="wp-caption-text">Four CD PR605</p></div><span style="font-family: Verdana,Helvetica,Arial;"><span style="font-size: 12px;">Allievi e docenti sono coinvolti in questa produzione, corale sin dal titolo. Un disco dall&#8217;intento festoso, per celebrare i 25 anni della scuola di musica &#8220;Il Pentagramma&#8221;. </span></span><br />
<span style="font-family: Verdana,Helvetica,Arial;"><span style="font-size: 12px;">Una moltitudine caleidoscopica di voci, coordinate dagli insegnanti di canto della&#8230;</span></span></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_325" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.four-edition.com/site/wp-content/uploads/2010/01/chorus_2010.jpg"><img class="size-full wp-image-325" title="chorus_2010" src="http://www.four-edition.com/site/wp-content/uploads/2010/01/chorus_2010.jpg" alt="FOur CD PR605" width="300" height="300" /></a><br />
<form onsubmit='submitform(this);return false;'  action='' method='post'><input type='hidden' name='wpsc_ajax_action' value='add_to_cart' /><input type='hidden' name='product_id' value='28' /><input type='hidden' name='item' value='28' /><input type='image' src='http://www.four-edition.com/site/wp-content/plugins/wp-e-commerce/images/addtocart.png' id='product__submit_button' class='wpsc_buy_button' name='Buy' value='Aggiungi al carrello'  /></form><p class="wp-caption-text">Four CD PR605</p></div><span style="font-family: Verdana,Helvetica,Arial;"><span style="font-size: 12px;">Allievi e docenti sono coinvolti in questa produzione, corale sin dal titolo. Un disco dall&#8217;intento festoso, per celebrare i 25 anni della scuola di musica &#8220;Il Pentagramma&#8221;. </span></span><br />
<span style="font-family: Verdana,Helvetica,Arial;"><span style="font-size: 12px;">Una moltitudine caleidoscopica di voci, coordinate dagli insegnanti di canto della scuola, in un crogiuolo di stili corali e musicali: dal traditionals di &#8220;When The Saints Go Marching&#8217;In&#8221; allo swing jazz di &#8220;Meet The Flinstones&#8221;, dal Samba di &#8220;Maracangalha&#8221; e &#8220;A Barata&#8221;, alla bossa nova di &#8220;Insensatez&#8221;, passando per le reminescenze italo-swing del quattordicetto cetra (tributo e rivisitazione del notissimo quartetto). Un prisma vocale che non solo testimonia l&#8217;intenso e accorato lavoro dei laboratori musicali del Pentagramma, ma che riflette anche l&#8217;originalità di studenti e docenti nella rielaborazione e arrangiamento di brani di ogni genere per cori di ogni età e livello professionale.</span></span> <span id="more-324"></span><!--EndFragment--></p>
<p><!----><strong>“Il Pentagramma” è una delle più interessanti realtà del panorama musicale barese, fucina di giovani talenti e laboratorio di importanti progetti didattici gestiti da eccellenti insegnanti. Tre domande a ciascun insegnante coordinatore del coro, per conoscere più da vicino questa produzione ed a Guido Di Leone direttore della scuola, che ci introduce il disco da lui fortemente voluto.</strong></p>
<p><strong>GUIDO DI LEONE</strong></p>
<p><strong>Cosa ti ha spinto a voler produrre un disco dei laboratori corali della scuola?</strong> Quest’anno ricorre il 25° anniversario del Pentagramma ed ho voluto avviare una serie di progetti discografici che fotografassero i progressi e il lavoro di insegnanti e allievi degli ultimi tempi. Fra i tanti della scuola, un progetto di particolare rilievo è rappresentato dalle classi di canto corale. Durante gli ultimi saggi scolastici si sono avvicendati infatti cori organizzati da ciascun insegnante di canto, che hanno avuto un ottimo riscontro di pubblico e dei quali ho potuto apprezzare la qualità e la passione che li caratterizza.</p>
<p><strong>E’ dunque una produzione indipendente, una delle tante realtà del Pentagramma. </strong>Nell’ambito del Pentagramma oltre alle tipiche lezioni individuali, le attività sono molteplici: saggi, concerti degli allievi e degli insegnanti, musica d’insieme, orchestra laboratorio, orchestra di chitarre con la quale abbiamo già inciso un album (“Seven Come Eleven” per la YVP), ecc.. L’aspetto interessante dei cori è quello di poter aggregare molti allievi, soprattutto in relazione all’elevato numero di iscritti di canto nella scuola e che ogni anno tende ad aumentare. Desideravo dunque rimanesse traccia del lavoro eccelso che gli insegnanti, in armonia con gli allievi, hanno svolto.</p>
<p><strong>Questo album dunque oltre ad essere una testimonianza nel solco delle produzioni scolastiche del Pentagramma e della Fo(u)r, vuole essere un punto di partenza oltre che di arrivo per allievi e docenti?</strong> L’esperienza formativa musicale comprende varie tappe e lo studio di registrazione è sicuramente una di quelle più importanti per un allievo; se si aggiunge che alcuni di questi cori hanno già acclamata esperienza di palco, per altri può essere sicuramente uno stimolo non solo didattico ma anche propositivo per concerti e altre esperienze discografiche. Il bello dei cori è che unisce cantanti di tutti i livelli e di tutti gli stili in una sorta di atmosfera festosa e divertente.</p>
<p><strong>PAOLA ARNESANO</strong></p>
<p><strong>So che il coro da te coordinato è in pianta stabile già da tempo.</strong> Il coro è una realtà che lavora insieme già  da qualche  anno, ma solo da poco inizia ad assumere toni professionali, tanto da potersi esibire in pubblico. Ultimamente con il  nome di “Vocis Kocis” ha avuto un discreto successo su palco, misurandosi con i difficili arrangiamenti di Luigi Giannatempo.</p>
<p><strong>Quale insegnamento credi che possano aver ricevuto i tuoi allievi?</strong> La consapevolezza che sia un’esperienza unica nella carriera di un cantante, laddove il singolo deve cimentarsi in una moltitudine polifonica e poliritmica. Ho personalmente lavorato per pura passione oltre l’orario di chiusura della scuola, per ottenere il meglio. La dedizione dell’insegnante è importante per stimolare la volontà personale dell’allievo e farlo crescere professionalmente. Per questa occasione il coro “Vocis Kocis” è stato allargato in maniera da consentire una maggiore polifonicità nei brani scelti.</p>
<p><strong>Che differenze ci sono fra l’esperienza dal vivo e lo studio di registrazione? </strong>Il palco rende a volte impercettibili le stonature grazie alla forza della comunicazione nell’impatto acustico-visivo. In studio è tutto più delicato e niente passa inosservato. Il lavoro dunque è più difficile e si affina così sia lo studio che l’orecchio. Ovviamente è solo un punto di partenza: le esibizioni devono continuare in parallelo, per far sì che un ottimo lavoro non rimanga fine a se stesso.</p>
<p><strong>MARCO GIULIANI</strong></p>
<p><strong>Qual è l’origine di questa nuova esperienza per te, già chitarrista e cantante, nonché docente della scuola, di coordinazione di un coro? </strong>Guido ha fortemente voluto la partecipazione dei miei allievi, quelli di Gianna Montecalvo e di Serena Fortebraccio per un unico coro in occasione dei saggi finali della scuola. Il brano che ho scelto è un Samba abbastanza semplice ed efficace dove passione e allegria sono le caratteristiche principali grazie anche alle sonorità ironiche e irriverenti. Ho voluto distinguermi per eterogeneità con un tocco semplice ma dall’effetto ‘movimentato’.</p>
<p><strong>Come hai strutturato dunque il brano?</strong> E’ all’unisono, supportato da una sezione ritmica con alcune parti armonizzate. Nel mezzo ci sono miei interventi di call &amp; response con chiamate in tipico stile brasiliano. Ho lasciato anche sovraincisioni di risate spontanee durante le registrazioni e Pippo Lombardo, il tastierista, ha usato un suono abbastanza buffo per mantenere l’equilibrio sarcastico.</p>
<p><strong>L’esperienza vi ha divertito molto quindi. Pensi di continuare a lavorare in questa direzione?</strong> C’è già un progetto in corso: quello di unire il mio coro con quello di Francesca Leone (presente anch’esso in quest’album) grazie alle affinità stilistiche. Il coro si chiamerà “Pentasamba” e vedrà un collettivo allargato di almeno trenta persone più sezione ritmica. Grazie alla musica che unisce in senso concreto oltre che poetico, il divario di età e professionalità fra i cantanti viene così equilibrato.</p>
<p><strong>FRANCESCA LEONE</strong></p>
<p><strong>Come nasce il coro da te diretto?</strong> Il coro nascendo come sipario ideale per i saggi scolastici ha principalmente una motivazione didattico-ludica, un modo per far socializzare gli allievi della classe di canto attraverso lo studio. Gli arrangiamenti molto semplici ed efficaci dei brani che ho scelto uniscono la parte didattica del coro al puro divertimento, che a mio avviso non deve mai mancare in un’attività artistica. Di certo il coro ha un’intenzione ben diversa dal canto individuale e dunque l’impegno non è mancato da parte degli allievi.</p>
<p><strong>Noto che hai scelto due brani differenti per stile e genere.</strong> Il latin, la bossa nova e lo swing del jazz mainstream rispecchiano gli stili che più amo, scelti per affinità elettive con l’auspicio che, attraverso ciò che posso trasmettere, i miei allievi possano imparare qualcosa di utile ed emotivamente coinvolgente.</p>
<p><strong>Cosa cambia nel passaggio da un saggio ad una incisione in studio?</strong> L’allegria, la passione, stili differenti sono un’opportunità  meravigliosa per gli allievi. Molti di loro infatti non hanno mai avuto esperienze professionali ed è un buon inizio cimentarsi in una registrazione discografica.</p>
<p><strong>FABIO LEPORE</strong></p>
<p><strong>Non sei nuovo alle esperienze corali nella tua professione.</strong> Ho sempre dedicato molto del mio tempo professionale ai cori. Tant’è che uno dei miei progetti più importanti è quello dei Mezzotono (un album omonimo interamente a cappella e vari concerti in giro per il mondo NdA).</p>
<p><strong>Come è stato invece lavorare con gli allievi?</strong> Il lavoro con gli allievi è stato ancor più difficile, spingendo ognuno al meglio delle proprie possibilità e puntando comunque su arrangiamenti non scontati. E’ risaputo che i cori numerosi siano un’amalgama di vari livelli di professionalità e dunque ho dovuto cucire addosso la parte per ognuno di loro, in modo che si adattasse al meglio e potessero lavorare più agevolmente.</p>
<p><strong>Come hanno risposto i tuoi allievi a tali stimoli e cosa ti aspetti da loro per il futuro?</strong> Il risultato è stato più che soddisfacente, anzi direi sorprendente. La mia speranza e probabilmente anche la loro è che, partendo dalle mie stesse basi stilistico-didattiche, possano avere le loro esperienze professionali. Al momento il mio desiderio è che questa esperienza possa trasmettere loro la passione per la musica corale e generare nuova musica.</p>
<p><strong>GABRIELLA SCHIAVONE</strong></p>
<p><strong>Il coro da te diretto ha un’esperienza consolidata che va avanti da tempo. Quali esperienze ne avete tratto sinora? </strong>Il lavoro di questo coro va avanti da un paio d’anni con un intento principalmente didattico. Siamo partiti dallo studio del repertorio classico, per sperimentare le polifonie dei grandi maestri della storia della musica. Ad un certo punto c’è stata l’esigenza di avvicinare questa ricerca ad una maggiore contemporaneità e quindi ho iniziato a frugare nel repertorio italiano del Quartetto Cetra che si orientava fra le prime influenze Jazz e il patrimonio tradizionale nostrano. Tutto ciò ho pensato si inserisse bene nel contesto scolastico del Pentagramma che vuole unire tradizione italiana e swing. Ed ecco formatosi il “Quattordicetto Cetra”.</p>
<p><strong>Come hai coordinato il lavoro degli allievi?</strong> Intanto non esistevano spartiti dei brani scelti e ho dovuto trascriverli dalle vecchie registrazioni del Quartetto. Lo stesso lavoro di trascrizione è stato eseguito da Max Monno, che ha arrangiato per quartetto gli originari accompagnamenti orchestrali. Coordinare il lavoro degli allievi è stato molto semplice, visto che uno dei punti di forza di questo gruppo è il loro entusiasmo e la loro dedizione.</p>
<p><strong>Studi classici, concerti e ora un’incisione. Un coro in continua evoluzione.</strong> L’idea è quella di continuare su questo stile jazz classico pionieristico che si mescolava con la canzone italiana degli anni ’30 – ’40. Questo album è una tappa intermedia fra una demo già registrata e un futuro disco che andrà ad inglobare ciò che accade dal vivo durante le nostre esibizioni con sketch e trait d’union fra un brano e l’altro.</p>
<p><em>Intervista a cura di Gianluca Cardellicchio</em></p>
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		<title>Nicola Albano &#8220;Giardino di Rose&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Jul 2009 06:44:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Promo Jazz]]></category>

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		<description><![CDATA[<div id="attachment_165" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.four-edition.com/site/wp-content/uploads/2009/09/pr604.jpg"><img class="size-full wp-image-165" title="pr604" src="http://www.four-edition.com/site/wp-content/uploads/2009/09/pr604.jpg" alt="Nicola Albano &#34;Giardino di Rose&#34;" width="300" height="300" /></a><form onsubmit='submitform(this);return false;'  action='' method='post'></form><p class="wp-caption-text">Four CD PR604</p></div>
<p><strong>Nicola Albano</strong> guitar solo<br />
Giardino di rose</p>
<p>Promo Jazz &#8211; Four CD PR604 (2009)</p>
<p>Non smette di stupirci la nostra madre terra Santeramo, quando lascia fiorire tra le pietre della sua Murgia, un “<strong>Giardino di rose”, titolo del nuovo cd del chitarrista&#8230;</strong></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_165" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.four-edition.com/site/wp-content/uploads/2009/09/pr604.jpg"><img class="size-full wp-image-165" title="pr604" src="http://www.four-edition.com/site/wp-content/uploads/2009/09/pr604.jpg" alt="Nicola Albano &quot;Giardino di Rose&quot;" width="300" height="300" /></a><form onsubmit='submitform(this);return false;'  action='' method='post'><input type='hidden' name='wpsc_ajax_action' value='add_to_cart' /><input type='hidden' name='product_id' value='29' /><input type='hidden' name='item' value='29' /><input type='image' src='http://www.four-edition.com/site/wp-content/plugins/wp-e-commerce/images/addtocart.png' id='product__submit_button' class='wpsc_buy_button' name='Buy' value='Aggiungi al carrello'  /></form><p class="wp-caption-text">Four CD PR604</p></div>
<p><strong>Nicola Albano</strong> guitar solo<br />
Giardino di rose</p>
<p>Promo Jazz &#8211; Four CD PR604 (2009)</p>
<p>Non smette di stupirci la nostra madre terra Santeramo, quando lascia fiorire tra le pietre della sua Murgia, un “<strong>Giardino di rose”, titolo del nuovo cd del chitarrista Nicola Albano</strong>.<br />
In un periodo di forte sfiducia in tal senso, in cui i talenti fuggono seguendo una tendenza nazionale, l’ennesimo traguardo raggiunto da un artista “made in house” non può che dare speranza.</p>
<p>Del <strong>M° Nicola Albano, musicista di estrema sensibilità e raffinatezza</strong>, avevamo avuto già modo di parlare in occasione della eccezionale serata in cui si era esibito con il grande chitarrista  <a href="http://www.santeramolive.it/news/news.aspx?idnews=2360">Franco Morone</a>, serata nella quale aveva già avuto modo di far ascoltare alcune sue composizioni (Giochi acustici, Luna, Fantasy, Pop style, Blues in G, Tokissimo).<span id="more-164"></span></p>
<p>Il M° Albano si è <strong>diplomato in Chitarra</strong> nel 2001 presso il Conservatorio di Musica di Matera con votazione 10/10. Ha poi conseguito il <strong>diploma di Composizione Jazz</strong> con il M° Vito Andrea Morra presso la stessa scuola. Presso il conservatorio di musica Niccolò Piccinni di Bari ha studiato per la <strong>laurea di II livello in chitarra</strong> a sostegno della sua parallela professione di insegnante. Sarebbe impossibile elencare tutti i Master di perfezionamento, i corsi, i concorsi e le collaborazioni cui ha partecipato.</p>
<p>Il cd appena uscito è il risultato di tutto il suo studio e del suo talento, riconosciuto da un <strong>contratto della casa discografica di Bari &#8220;Four&#8221;,</strong> etichetta con la quale hanno inciso diversi artisti internazionali, ma anche artisti locali di grande talento, come il chitarrista Guido di Leone e la cantante Paola Arnesano, entrambi baresi.<br />
Il cd di “musica da rilassamento” (come è stato etichettato sui network di ultima generazione), contiene anche pezzi del vecchio cd, per un totale di circa 40 minuti di buona musica, divisa in <strong>21 brani</strong>.</p>
<p><em>(da Santeramolive.it 16 luglio 2009)</em></p>
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<p>All compositions by Nicola Albano<br />
except “Jasmine” by Giovanni Tangorra</p>
<p>Recorded and mastered in June 2009<br />
at Mediterraneo Studio – Santeramo (Ba) Italy<br />
Sound engineer Massimo Stano</p>
<p>Contacts: Nicola Albano +39 328 8624999<br />
nicolaalbano@yahoo.it</p>
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		<title>Paolo Magno &#8220;Spot&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Dec 2007 19:10:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Delvecchio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Promo Jazz]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><div id="attachment_309" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.four-edition.com/site/wp-content/uploads/2010/01/spot.jpg"><img class="size-full wp-image-309" title="spot" src="http://www.four-edition.com/site/wp-content/uploads/2010/01/spot.jpg" alt="Four CD PR602" width="300" height="300" /></a><form onsubmit='submitform(this);return false;'  action='' method='post'></form><p class="wp-caption-text">Four CD PR602</p></div><strong>Paolo Magno </strong> (guitar)<br />
<strong>Francesco Lomangino </strong> (tenor sax &#8211; flute)<br />
<strong>Andrea Gallo </strong> (double bass)<br />
<strong>Michele di Monte</strong> (drums)<br />
Special guest<br />
<strong>Marco Sannini </strong> (trumpet)</p>
<p>Promo Jazz &#8211; Four CD PR602 (2007)</p>
<p></p>
<p class="MsoNormal">Sin dalle prime note di Mr Black, il primo brano scritto da Paolo Magno, si denota un’aria&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_309" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.four-edition.com/site/wp-content/uploads/2010/01/spot.jpg"><img class="size-full wp-image-309" title="spot" src="http://www.four-edition.com/site/wp-content/uploads/2010/01/spot.jpg" alt="Four CD PR602" width="300" height="300" /></a><form onsubmit='submitform(this);return false;'  action='' method='post'><input type='hidden' name='wpsc_ajax_action' value='add_to_cart' /><input type='hidden' name='product_id' value='30' /><input type='hidden' name='item' value='30' /><input type='image' src='http://www.four-edition.com/site/wp-content/plugins/wp-e-commerce/images/addtocart.png' id='product__submit_button' class='wpsc_buy_button' name='Buy' value='Aggiungi al carrello'  /></form><p class="wp-caption-text">Four CD PR602</p></div><strong>Paolo Magno </strong> (guitar)<br />
<strong>Francesco Lomangino </strong> (tenor sax &#8211; flute)<br />
<strong>Andrea Gallo </strong> (double bass)<br />
<strong>Michele di Monte</strong> (drums)<br />
Special guest<br />
<strong>Marco Sannini </strong> (trumpet)</p>
<p>Promo Jazz &#8211; Four CD PR602 (2007)</p>
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<p class="MsoNormal">Sin dalle prime note di Mr Black, il primo brano scritto da Paolo Magno, si denota un’aria rilassata ed una predilezione per le sonorità “cool” degli anni ’50. Conosco Paolo da circa 20 anni: il suo cammino verso il jazz e la definizione di un suo stile sono frutto di studio e di una sempre più convinta ed attenta analisi della musica afroamericana. Paolo Magno, classe 1969, nasce a Bari; dopo il classico approccio chitarristico “canzonettaro” scopre il fascino della musica improvvisata, <span id="more-308"></span>quindi del jazz, della bossa nova e della lounge music. Incontro Paolo nel 1987 fra le mura della scuola di musica “Il Pentagramma”, che dirigo e presso la quale insegno, ed è proprio qui che successivamente Paolo avvia la sua carriera professionale come didatta e musicista. Nel 2000 entra a far parte della “Pentagramma guitar jazz orchestra”, che spesso ospita il senatore della chitarra jazz Franco Cerri, con la quale incide il cd “Seven come eleven”. Dopo anni di esperienze con vari musicisti ed incisioni, ecco che giunge alla produzione della sua prima opera da protagonista dove, ancor più che da solista, spicca con classe e capacità come accompagnatore, leader, arrangiatore e compositore. Il quartetto, tutto pugliese, è completato da un interessante ed elegante Francesco Lomangino al sax e al flauto e dalla collaudata sezione ritmica costituita dal “veterano” e preciso Michele Di Monte e dal giovane e bravo Andrea Gallo. Ospite è Marco Sannini, noto trombettista napoletano, che nobilita tre brani di questo album d’esordio di Paolo Magno.</p>
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<p class="MsoNormal"><strong>Guido Di Leone</strong></p>
<p><!--EndFragment--></p>
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		<title>Catella, Paciulli, Magno, Colonna, Scotti &#8220;Beatles Today&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Dec 2006 10:58:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Delvecchio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Promo Jazz]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_298" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.four-edition.com/site/wp-content/uploads/2010/01/beatles_today.jpg"><img src="http://www.four-edition.com/site/wp-content/uploads/2010/01/beatles_today.jpg" alt="Four CD PR601" title="beatles_today" width="300" height="300" class="size-full wp-image-298" /></a><form onsubmit='submitform(this);return false;'  action='' method='post'><input type='hidden' name='wpsc_ajax_action' value='add_to_cart' /><input type='hidden' name='product_id' value='31' /><input type='hidden' name='item' value='31' /><input type='image' src='http://www.four-edition.com/site/wp-content/plugins/wp-e-commerce/images/addtocart.png' id='product__submit_button' class='wpsc_buy_button' name='Buy' value='Aggiungi al carrello'  /></form><p class="wp-caption-text">Four CD PR601</p></div>
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