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	<title>Four Edition</title>
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	<description>Jazz Records</description>
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		<title>Paola Arnesano &#8220;The Police Songbook&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 21 May 2010 17:00:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca Cardellicchio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Contemporary Jazz]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><div id="attachment_285" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.four-edition.com/site/wp-content/uploads/2010/05/cd-co405-p_arnesano.jpg"><img class="size-full wp-image-284" title="Paola Arnesano The Police Songbook" src="http://www.four-edition.com/site/wp-content/uploads/2010/05/cd-co405-p_arnesano.jpg" alt="Four CD CO405" width="300" height="300" /></a><form onsubmit='submitform(this);return false;'  action='' method='post'></form><p class="wp-caption-text">Four CD CO405</p></div><strong>Paola Arnesano</strong> (vocal, arrangements)<br />
<strong>Mirko Signorile</strong> (piano)<br />
<strong>Giorgio Vendola</strong> (double bass)<br />
<strong>Fabio Accardi</strong> (drums, arrangements)</p>
<p>with<br />
<strong>Gaetano Partipilo</strong> (alto sax)</p>
<p>Contemporary Jazz &#8211; Four CD CO405 (2010)</p>
<p style="text-align: justify;">Restyling di classe ad opera di Paola Arnesano,  recentemente fregiata del premio Best Jazz Singer ai Luca Flores Italian  Jazz Awards 2009 che&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_285" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.four-edition.com/site/wp-content/uploads/2010/05/cd-co405-p_arnesano.jpg"><img class="size-full wp-image-284" title="Paola Arnesano The Police Songbook" src="http://www.four-edition.com/site/wp-content/uploads/2010/05/cd-co405-p_arnesano.jpg" alt="Four CD CO405" width="300" height="300" /></a><form onsubmit='submitform(this);return false;'  action='' method='post'><input type='hidden' name='wpsc_ajax_action' value='add_to_cart' /><input type='hidden' name='product_id' value='45' /><input type='hidden' name='item' value='45' /><input type='image' src='http://www.four-edition.com/site/wp-content/plugins/wp-e-commerce/images/addtocart.png' id='product__submit_button' class='wpsc_buy_button' name='Buy' value='Aggiungi al carrello'  /></form><p class="wp-caption-text">Four CD CO405</p></div><strong>Paola Arnesano</strong> (vocal, arrangements)<br />
<strong>Mirko Signorile</strong> (piano)<br />
<strong>Giorgio Vendola</strong> (double bass)<br />
<strong>Fabio Accardi</strong> (drums, arrangements)</p>
<p>with<br />
<strong>Gaetano Partipilo</strong> (alto sax)</p>
<p>Contemporary Jazz &#8211; Four CD CO405 (2010)</p>
<p style="text-align: justify;">Restyling di classe ad opera di Paola Arnesano,  recentemente fregiata del premio Best Jazz Singer ai Luca Flores Italian  Jazz Awards 2009 che qui, oltre ad incantarci con la sua vellutata e  ricercata vocalità, si cimenta nellʼarrangiamento degli inconfondibili  successi dei Police. Nella registrazione live senza tracce,  dallʼinterplay di sicuro effetto, ritroviamo i grandi classici della  band di Sting e soci. <span id="more-606"></span>Qui si tenta la strada del jazz e si reinventa un  mondo completamente nuovo, sottoposti ad un continuo make-up sonoro,  moderno ed evocativo, quasi da soundtrack per un genere, quello dei  Police, già di per sé dotato di particolarismo musicale: la nota  commistione di Rock, Reggae e New Wave che li ha sempre resi unici e  omnicomprensivi nel gotha del pubblico musicofilo. Ci perdiamo in lidi  sconosciuti lasciandoci ammaliare dal sortilegio di una sapiente  ricostruzione armonica, edificante per chiunque, dai puristi del jazz ai  veterani del rock pop più esigente. Esemplare lʼinciso di “Wrapped  Around Your Finger” che susciterebbe incanto allo stesso Sting, noto  ammiratore di Nina Simone. O anche la completa rivisitazione dellʼhit  “Every Breath You Take” che ci culla in una ballad in odore di cool jazz  con arrangiamento dalla moderna originalità. Altrove invece si  percepisce la necessità (e qui la deontologia del musicista doc si fa  sentire) di mantenere le convenzioni estetiche regalandoci un momento  ritmico dal risvolto interessante, grazie ad un ritrovato Fabio Accardi,  forte dellʼesperienza sonora parigina, fautore di poliritmie e  innovazioni costanti nellʼimpianto ritmico che si incastrano alle  perfezioni celebrative di Giorgio Vendola al contrabbasso, ora  efficiente tappeto sonoro, ora creatore di linee e fraseggi sublimi  (dotato di straordinaria musicalità il suo solo in “Every Breath You  Take”). “Roxanne” riprende appieno questa visione dʼinsieme, dalla  percussiva intro, alle ritmiche rielaborazioni dispari (e qui il tributo  al grande Stewart Copeland). Poi Paola ci prende per mano e ci guida  verso lʼapertura serena dellʼinciso. Il piano cerebrale di Mirko  Signorile, appaga anima e corpo con quella versione elitaria del jazz  contemporaneo, un ascolto di finezza ed eleganza senza esclusione di  momenti di forza e passionalità estrinsecata da diligenti esperienze  newyorkesi. Evansiano nel refrain di “Tea in The Sahara” è fautore di un  solo, fra i tanti memorabili, dalla sapiente gestione moderna degli  intervalli seguita da un fraseggio libero e immaginifico, dalle profonde  aperture sonore. Subito dopo contrappunti di contrabbasso e piano  rivelano un tocco di finezza nellʼarrangiamento. Unʼulteriore rifinitura  lo da il sax dellʼabilissimo sassofonista Gaetano Partipilo, qui col  suo sax alto a ritoccare melodicamente con inserti semplici ma efficaci e  con soli dal timbro ineccepibile e dal gusto attualizzante nella sua  modernità (“Wrapped Around Your Finger”, “Donʼt Stand So Close Me”,  “Roxanne”) Importante lʼaspetto meramente amicale della band, che da  anni condivide sonorità, esperienze, palchi e invenzioni musicali non da  poco. Ciò ci restituisce quella dimestichezza del sapersi muovere in  uno spazio conosciuto, reinventando, ricostruendo, mantenendo lʼidentità  e comunicando abilmente, come solo i grandi jazzisti fanno, nonostante  il notevole corpus degli adattamenti. Paola Arnesano erede delle più  disparate situazioni musicali riesce dunque nel creare un progetto di  incredibile validità e può coronare il suo sogno grazie allʼ  inconfutabile estro creativo e alla comprovata professionalità della  band che lʼaccompagna in questa dimensione sonora vecchia e nuova,  lasciando qua e là input melodici di facile restituzione alla memoria  musicale, immersi in un cosmo sonoro completamente rinnovato. La sua  voce poi, fra le più importanti del nostro panorama jazz e bossa nova (e  non solo) con allʼattivo le più disparate registrazioni in studio  (sotto lʼetichetta Fo(u)r ricordiamo “Trio de Janeiro”, con Guido Di  Leone ed Enzo Falco), si districa con consapevolezza emotiva e semplice  efficacia fra le interpretazioni più personali, ad elevato impatto e di  sicuro coinvolgimento e abile fraseggio scat (“Wrapped Around Your  Finger”, “So Lonely”). Sicuramente una delle migliori ultime produzioni  della giovane, ma qualitativamente elevata Fo(u)r.<em></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>A cura di <strong>Gianluca Cardellicchio</strong></em></p>
<p><!--more--></p>
<p><a href="http://www.four-edition.com/site/wp-content/uploads/2009/04/linea2.jpg"></a><a href="http://www.four-edition.com/site/wp-content/uploads/2009/04/linea.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-629" title="linea" src="http://www.four-edition.com/site/wp-content/uploads/2009/04/linea.gif" alt="linea" width="550" height="10" /></a></p>
<p><object width="450" height="200" data="http://player.believe.fr/player/8033210820320/4/black/0/0/0/it/" type="application/x-shockwave-flash"><param name="src" value="http://player.believe.fr/player/8033210820320/4/black/0/0/0/it/" /><param name="wmode" value="transparent" /><param name="quality" value="high" /></object></p>
<p><a href="http://www.four-edition.com/site/wp-content/uploads/2010/05/recensione_giu10.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-715" title="recensione_giu10" src="http://www.four-edition.com/site/wp-content/uploads/2010/05/recensione_giu10.jpg" alt="recensione_giu10" width="571" height="544" /></a></p>
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		<title>Francesco Pennetta &#8220;Pulse&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 21 May 2010 16:55:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca Cardellicchio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Contemporary Jazz]]></category>

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		<description><![CDATA[<div class="mceTemp">
<dl id="attachment_285" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.four-edition.com/site/wp-content/uploads/2010/05/cd-francesco-pennetta.jpg"><img class="size-full wp-image-284" title="Francesco Pennetta Pulse" src="http://www.four-edition.com/site/wp-content/uploads/2010/05/cd-francesco-pennetta.jpg" alt="Four CD CO404" width="300" height="300" /></a><form onsubmit='submitform(this);return false;'  action='' method='post'></form>Four CD CO404</dt>
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</div>
<p><strong>Francesco Pennetta</strong> (drums)<br />
<strong>Martin Jacobsen</strong> (tenor sax)<br />
<strong>Francesco Palmitessa</strong> (guitar)<br />
<strong>Pietro Ciancaglini</strong> (double bass)<br />
<strong></strong></p>
<p>Contemporary Jazz &#8211; Four CD CO404 (2010)</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Verdana,Helvetica,Arial;"><span style="font-size: 12px;">Francesco Pennetta dimostra tutte le caratteristiche per instaurarsi fra moderno e reminiscenze Bop. Pulizia e tecnica, frutto di duro lavoro e ricercatezza, fra esigenza di stile&#8230;</span></span></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="mceTemp">
<dl id="attachment_285" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.four-edition.com/site/wp-content/uploads/2010/05/cd-francesco-pennetta.jpg"><img class="size-full wp-image-284" title="Francesco Pennetta Pulse" src="http://www.four-edition.com/site/wp-content/uploads/2010/05/cd-francesco-pennetta.jpg" alt="Four CD CO404" width="300" height="300" /></a><form onsubmit='submitform(this);return false;'  action='' method='post'><input type='hidden' name='wpsc_ajax_action' value='add_to_cart' /><input type='hidden' name='product_id' value='44' /><input type='hidden' name='item' value='44' /><input type='image' src='http://www.four-edition.com/site/wp-content/plugins/wp-e-commerce/images/addtocart.png' id='product__submit_button' class='wpsc_buy_button' name='Buy' value='Aggiungi al carrello'  /></form>Four CD CO404</dt>
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</div>
<p><strong>Francesco Pennetta</strong> (drums)<br />
<strong>Martin Jacobsen</strong> (tenor sax)<br />
<strong>Francesco Palmitessa</strong> (guitar)<br />
<strong>Pietro Ciancaglini</strong> (double bass)<br />
<strong></strong></p>
<p>Contemporary Jazz &#8211; Four CD CO404 (2010)</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Verdana,Helvetica,Arial;"><span style="font-size: 12px;">Francesco Pennetta dimostra tutte le caratteristiche per instaurarsi fra moderno e reminiscenze Bop. Pulizia e tecnica, frutto di duro lavoro e ricercatezza, fra esigenza di stile e umiltà artistica. L’album Pulse è un estrinsecarsi di passioni, raffinatezze, pulsioni musicali racchiuse nel beat intransigente, nel timing dallo swing evocativo e accattivante. “Salient, succint and evocative” lo definisce Derek Taylor in una recensione entusiastica per All About Jazz.  <span id="more-601"></span><strong>Conciso,</strong> perché la sua geometria ritmica è assolutamente in riga col contesto, rendendo l’ascoltatore partecipe di un interplay dall’esecuzione elegante e perfezionista, senza funambolismi ed eccessi ingiustificati. <strong>Saliente</strong>, anche come sinonimo di ‘outstanding’ (prominente): uno swing eccezionalmente equilibrato fra i contrappunti improvvisati o arrangiati che siano, che riesce a cogliere con prudenza e consapevolezza le sfumature di ogni brano, esaltandone i momenti migliori. <strong>Evocativo</strong>, come summa inconfutabile degli aggettivi precedenti, perché tanta devozione al Jazz e allo studio e perfezionamento del proprio strumento non possono che celebrare il lavoro strumentale di Francesco associato sicuramente ad una pulsazione creativa interiore di spicco (non a caso l’album s’intitola “Pulse”). Non c’è mai una caduta di stile, una banalità, un eccesso d’ego nella scelta dell’accompagnamento, né tanto meno in quella, riuscitissima, del repertorio. Si inizia con  un brano di originale composizione del  danese <strong>Martin Jacobsen</strong> (“Headway”), sassofonista di qualità ineccepibile, dal suono profondamente denso e caldo con un fraseggio sensibile ed efficace al contempo, un Coltrane dal sapore europeo. Gli altri musicisti sono degna spalla per un progetto godibilissimo sin dalle prime note. <strong>Francesco Palmitessa</strong> alla chitarra tiene il passo con uno stile hard bop e un sostrato più classico, fra Kenny Burrell e Pat Martino il virtuosismo è di gusto e moderno. Esemplare anche nell’accompagnamento, dote non da poco per un chitarrista, in perfetta coesione col resto della band. Infine il contrabbasso di <strong>Pietro Ciancaglini</strong> esibisce una linea  decisa e morbida nel walking e un fraseggio leggero e melodioso, con un groove consapevole e sicuro suonato con scioltezza incredibile (“I Let A Song Go Out Of My Heart”). I brani sono pescati da un repertorio di standard della canzone jazz, da Billy Strayhorn a Cole Porter, non dimenticando il mai troppo celebrato Duke Ellington. Altrove è l’inconfondibile stile Bop a farla da padrone con “Crazeology” e il suo virtuoso tema con sax e chitarra all’unisono. O ancora “Bluesette” di Toots Thielemans, bellissimo brano in 3/4, non sempre proposto nei repertori odierni. Spazio anche a linee tipicamente latin come “Everything I Love”, disegnato con le spazzole da Francesco come un grazioso affresco rende l&#8217;ascolto incantevole. Sul dinamico “On a Clear Day” possiamo godere della sua raffinatezza solistica negli scambi con sax e chitarra. Immancabile la ballad con la delicatezza e l’emotività tutta cool del brano “Theme for Ernie”. Un album jazzisticamente completo, costruito con decisione e abilità professionale, suggellato dalla calorosa umanità dei musicisti che vi hanno preso parte. D’altronde, come Francesco stesso dichiara, tutto sta nella sinergia dei musicisti. Un prodotto così riuscito e d’alta qualità non può che dimostrare il moto interiore e condiviso di tali professionisti.</span></span></p>
<p><em>A cura di <strong>Gianluca Cardellicchio</strong></em></p>
<p><a href="http://www.four-edition.com/site/wp-content/uploads/2009/04/linea2.jpg"></a><a href="http://www.four-edition.com/site/wp-content/uploads/2009/04/linea.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-629" title="linea" src="http://www.four-edition.com/site/wp-content/uploads/2009/04/linea.gif" alt="linea" width="550" height="10" /></a></p>
<p><object width="450" height="200" data="http://player.believe.fr/player/8033210820313/4/black/0/0/0/it/" type="application/x-shockwave-flash"><param name="src" value="http://player.believe.fr/player/8033210820313/4/black/0/0/0/it/" /><param name="wmode" value="transparent" /><param name="quality" value="high" /></object></p>
<p><a href="http://www.four-edition.com/site/wp-content/uploads/2010/05/pulse.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-713" title="pulse" src="http://www.four-edition.com/site/wp-content/uploads/2010/05/pulse.jpg" alt="pulse" width="550" height="600" /></a></p>
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		<title>Francesca Leone &#8220;Com Os Violões&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 21 May 2010 16:43:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Delvecchio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Beyond Jazz]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><div id="attachment_285" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.four-edition.com/site/wp-content/uploads/2010/05/cd-be007-f_leone.jpg"><img class="size-full wp-image-284" title="Francesca Leone Com Os Violões" src="http://www.four-edition.com/site/wp-content/uploads/2010/05/cd-be007-f_leone.jpg" alt="Four CD BE007" width="300" height="300" /></a><form onsubmit='submitform(this);return false;'  action='' method='post'></form><p class="wp-caption-text">Four CD BE007</p></div><strong>Francesca Leone</strong> (voce)<br />
<strong>Guido Di Leone</strong> (chitarra el. e classica)<br />
<strong>Eddy Palermo</strong> (chitarra el. e classica)<br />
<strong>Dario Di Lecce</strong> (contrabbasso)<br />
<strong>Fabio Delle Foglie</strong> (batteria)<br />
<strong>Renato D&#8217;Aiello</strong> (sax tenore)</p>
<p>Beyond Jazz &#8211; Four CD BE007 (2010)</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Verdana,Helvetica,Arial;"><span style="font-size: 12px;">Cosa accade se uniamo l’esperienza e l’ineccepibile talento di due chitarristi del calibro di Guido Di&#8230;</span></span></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_285" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.four-edition.com/site/wp-content/uploads/2010/05/cd-be007-f_leone.jpg"><img class="size-full wp-image-284" title="Francesca Leone Com Os Violões" src="http://www.four-edition.com/site/wp-content/uploads/2010/05/cd-be007-f_leone.jpg" alt="Four CD BE007" width="300" height="300" /></a><form onsubmit='submitform(this);return false;'  action='' method='post'><input type='hidden' name='wpsc_ajax_action' value='add_to_cart' /><input type='hidden' name='product_id' value='43' /><input type='hidden' name='item' value='43' /><input type='image' src='http://www.four-edition.com/site/wp-content/plugins/wp-e-commerce/images/addtocart.png' id='product__submit_button' class='wpsc_buy_button' name='Buy' value='Aggiungi al carrello'  /></form><p class="wp-caption-text">Four CD BE007</p></div><strong>Francesca Leone</strong> (voce)<br />
<strong>Guido Di Leone</strong> (chitarra el. e classica)<br />
<strong>Eddy Palermo</strong> (chitarra el. e classica)<br />
<strong>Dario Di Lecce</strong> (contrabbasso)<br />
<strong>Fabio Delle Foglie</strong> (batteria)<br />
<strong>Renato D&#8217;Aiello</strong> (sax tenore)</p>
<p>Beyond Jazz &#8211; Four CD BE007 (2010)</p>
<p style="text-align: justify;"><!--StartFragment--><span style="font-family: Verdana,Helvetica,Arial;"><span style="font-size: 12px;">Cosa accade se uniamo l’esperienza e l’ineccepibile talento di due chitarristi del calibro di Guido Di Leone e Eddy Palermo con la voce inconfondibile e cristallina di Francesca Leone? Proprio “Com os violoes”  (trad. “con le chitarre”) rende possibile questa commistione incredibile di animi così diversi eppure così strettamente legati alla musica brasiliana e alle sue tradizioni. <span id="more-590"></span>Eddy Palermo così come lo conosciamo è una delle massime espressioni in Italia (e non solo) dello stile Bossa Nova e Samba e tutte le variazioni che ne derivano, con un continuo occhio di riguardo verso il jazz. Guido Di Leone è maestro nel Jazz Swing, Bop, West Coast (e non solo) e grande esperto di Bossa Nova, fautore non a caso di vari progetti ben inseriti in tale ambito (Abrasileirado, Trio De Janeiro e l’album “Bossa na minha casa” gli ultimi due prodotti dalla Fo(u)r). L’incedere ritmico è affidato a due talentuosi musicisti emergenti (si fa per dire) della scena jazzistica italiana: Fabio delle Foglie alla batteria e Dario Di Lecce al basso, in continua sintonia e compattezza melodico-ritmica. Cuore pulsante, la voce di Francesca Leone grande interprete dinamica, leggiadra e incredibilmente coinvolgente. Sentiamo la passione per ciò che canta attraverso la sua esecuzione e ci lasciamo trasportare senza remore nella saudade collettiva del disco. Apre la chitarra di Eddy che sola accompagna “Você”, registrata sul canale sinistro (al canale destro quella di Guido) e con fiorettature melodiche entra Guido. L’osmosi fra i due chitarristi è godibilissima. “Estamos Aí” nasconde una gradita sorpresa grazie ad un riarrangiamento di Eddy: il brano è una bossa nova dal tempo metronomicamente ‘allegro’ ma a metà brano tutto raddoppia e parte un energico e velocissimo unisono chitarra voce che mette in risalto le eccellenti capacità tecniche di Francesca. “Bolsa Nova” è un brano dal titolo scherzoso (letteralmente “borsa nuova”) composto da Guido e Francesca, che vede un’altra sorpresa: la partecipazione del grande sassofonista Renato D’Aiello, d’origine partenopea ma impegnato nella scena jazzistica londinese qui a regalarci un solo elegante e in perfetta armonia con lo stile, ricordandoci proprio lo Stan Getz del connubio Getz-Gilberto. “Samba de uma nota so” vede un arrangiamento di Guido con un’invenzione ritmica moderna sull’intro e un canone sull’inciso. Possiamo qui ascoltare poi le abilità jazzistiche di Francesca, nel suo scat su un brano sicuramente non facile per un’improvvisazione vocale. Con “Deixa” Francesca ci regala un mood vocale versatile e con le dinamiche giuste, di uno spessore interpretativo unico mentre Eddy fioretta con la chitarra semiacustica su un tappeto ritmico di Guido con la chitarra classica, per poi abbandonarsi in una sapiente costruzione del fraseggio. Il solo successivo di Guido denota anche le scelte timbriche in un disco di continua fusione fra suoni acustici ed elettrici delle chitarre, come a voler estendere un ponte fra classico e moderno, fra vecchia scuola, tradizione e modernità. “Tristeza De Nos Dois” scorre liscia e riflessiva, nella sua semplicità esecutiva e nello scambio di soli fra Eddy e Guido, marchio di fabbrica di quest’album. “Corcovado” vede la partecipazione della sola chitarra di Eddy Palermo che accompagna la voce in una kermesse che estrinseca tutte le sue qualità chitarristiche. Un festoso partido alto e un nuovo adattamento armonico rinverdiscono un classicissimo come “O Barquinho”, evidente volontà di voler sorprendere di continuo l’ascoltatore anche con gli arrangiamenti e non con sterili e banali riproduzioni di standard. “I Concentrate on You”, unico brano in inglese porta la firma di Cole Porter e un’altra perla solistica di Renato D’Aiello. Un doveroso tributo a Joao Gilberto e ad Antonio Carlos Jobim chiudono l’album con “Minha Saudade”, in stile samba lounge e “Fotografia” rivisitata in chiave ballad. Il disco insomma mette d’accordo aficionados della Bossa Nova grazie all’interpretazione magistrale di Francesca Leone con chiavi di lettura interessanti e stimolanti anche per estimatori della chitarra, strumento musicale che proprio nella bossa trova una radice in cui affondare la propria dicotomia fra virtuosismo e tappeto d’accompagnamento.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,Helvetica,Arial;"><span style="font-size: 12px;"><em>A cura di <strong>Gianluca Cardellicchio</strong></em><br />
</span></span></p>
<p><a href="http://www.four-edition.com/site/wp-content/uploads/2009/04/linea2.jpg"></a><a href="http://www.four-edition.com/site/wp-content/uploads/2009/04/linea.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-629" title="linea" src="http://www.four-edition.com/site/wp-content/uploads/2009/04/linea.gif" alt="linea" width="550" height="10" /></a></p>
<p><object width="450" height="200" data="http://player.believe.fr/player/8033210820337/4/black/0/0/0/it/" type="application/x-shockwave-flash"><param name="src" value="http://player.believe.fr/player/8033210820337/4/black/0/0/0/it/" /><param name="wmode" value="transparent" /><param name="quality" value="high" /></object></p>
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		<title>Max Monno &#8220;Treni a Vapore&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 21 May 2010 16:24:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Beyond Jazz]]></category>

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		<description><![CDATA[<div class="mceTemp">
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<dt class="wp-caption-dt"><img class="size-full wp-image-284" title="Max Monno Treni a Vapore" src="http://www.four-edition.com/site/wp-content/uploads/2010/05/cd-be006-max_monno1.jpg" alt="Four CD BE006" width="300" height="300" /><form onsubmit='submitform(this);return false;'  action='' method='post'></form></dt>
</dl>
</div>
<p><strong>Max Monno</strong> (guitars, arrangements)<br />
<strong>Serena Fortebraccio</strong> (vocals)<br />
<strong>Massimo Moriconi</strong> (double bass)<br />
<strong>Massimo Manzi</strong> (drums except track 2)</p>
<p>guests<br />
<strong>Guido Di Leone</strong> (el. guitar on track 5)<br />
<strong>Gaetano Partipilo</strong> (alto sax on tr. 3, 5, 9)<br />
<strong>Fabio Delle Foglie</strong> (drums on track 2)</p>
<p>Beyond Jazz &#8211; Four CD BE006 (2010)</p>
<p><span style="font-family: Verdana,Helvetica,Arial;"><span style="font-size: 12px;">Max Monno porta in studio un suo&#8230;</span></span></p>]]></description>
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<dl id="attachment_285" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px;">
<dt class="wp-caption-dt"><img class="size-full wp-image-284" title="Max Monno Treni a Vapore" src="http://www.four-edition.com/site/wp-content/uploads/2010/05/cd-be006-max_monno1.jpg" alt="Four CD BE006" width="300" height="300" /><form onsubmit='submitform(this);return false;'  action='' method='post'><input type='hidden' name='wpsc_ajax_action' value='add_to_cart' /><input type='hidden' name='product_id' value='42' /><input type='hidden' name='item' value='42' /><input type='image' src='http://www.four-edition.com/site/wp-content/plugins/wp-e-commerce/images/addtocart.png' id='product__submit_button' class='wpsc_buy_button' name='Buy' value='Aggiungi al carrello'  /></form></dt>
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</div>
<p><strong>Max Monno</strong> (guitars, arrangements)<br />
<strong>Serena Fortebraccio</strong> (vocals)<br />
<strong>Massimo Moriconi</strong> (double bass)<br />
<strong>Massimo Manzi</strong> (drums except track 2)</p>
<p>guests<br />
<strong>Guido Di Leone</strong> (el. guitar on track 5)<br />
<strong>Gaetano Partipilo</strong> (alto sax on tr. 3, 5, 9)<br />
<strong>Fabio Delle Foglie</strong> (drums on track 2)</p>
<p>Beyond Jazz &#8211; Four CD BE006 (2010)</p>
<p><span style="font-family: Verdana,Helvetica,Arial;"><span style="font-size: 12px;">Max Monno porta in studio un suo progetto da tempo già consolidato dal vivo: la volontà di rivisitare in chiave jazz brani del repertorio di musica pop italiana. Chitarrista di pregevole fattura, ha una dote in più a differenza di tanti meri esecutori: la capacità di arrangiare e comporre con gusto e tatto, senza mai perdere l’amore per il jazz. Musicista mai fossilizzatosi sugli ascolti e lo si può notare dall’originalità con il quale riarrangia i brani che più ama, seppur lontani dalla musica afro americana. <span id="more-576"></span>Ma tutto il mondo è paese, e basta una mente raffinata ad unire generi e culture diversi nel loro aspetto musicale in un’unica situazione sonora di sicuro effetto così come l’album “Treni a vapore” si paventa all’ascoltatore. Per riuscire nell’impresa si circonda di professionisti di alto profilo come il grande Massimo Manzi (progetto anche da quest’ultimo fortemente voluto) e il contrabbassista Massimo Moriconi. Contorno ritmico ineccepibile  i due regalano sfumature notevoli agli arrangiamenti di Max, credendo sino in fondo alla sua idea così genuina e personale della musica. La limpida e intonatissima voce di Serena Fortebraccio corona il tutto, non scevra di doti strumentali delle corde vocali come dimostra nell’unisono con la chitarra e nello scat di “Non arrossire”. Entrando nello specifico “Grazie dei fior” è una prova di modernità e autenticità al contempo, arrangiato in modo aperto ritmicamente, con una sonorità elettrica e moderna, quasi a voler ricordare il Bill Frisell più esplorativo. Mantiene la sua identità ben celata sotto un adattamento dal clima sereno e lontanamente riecheggiante momenti metheniani più acusticamente introspettivi “Crazy Boy” di Samuele Bersani. Le molteplici personalità musicali si evincono anche nel brano “Guido Piano” di Fabio Concato con l’utilizzo dello strumming dal ritmo pop funk di chitarra acustica e inserti di suoni etnici di chitarra, ancora in odore di contaminazione. Colpiscono poi le fasi altalenanti delle dinamiche alternate fra break, silenzi e reprise. Nella strumentale “Improvvisamente” eccolo duettare col maestro e amico di sempre Guido Di Leone, una speciale atmosfera cordiale fra chitarristi che sembrano interloquire al chiaro di luna in una notte estiva. Nellla bellissima “Futura” di Lucio Dalla è invece riproposta in chiave Bossa Nova, non senza interessanti inserti ritmici. Introspettivo e dunque riflessivo il solo di Moriconi accompagnato da originalissime dinamiche. Non poteva mancare un fast swing con “I Got the Blues” di Pino Daniele dove appare anche l’ospite Gaetano Partipilo e il suo inconfondibile e moderno sax alto. Nota a parte meritano i brani composti direttamente da Max Monno. “Benvenuta” è una delicata bossa nova, grande esempio di gusto creativo e “MMMMMM” è una ballad che concentra tutte le grandi ispirazioni jazz di Max e le convoglia emotivamente attraverso l’armonizzazione del tema e i grandi spiragli solistici che apre fra sé e l’ascoltatore. Del resto tutto il disco è un continuo fluire di passioni interiori e capacità tecniche, grazie anche alle continue sfumature della sezione ritmica in perfetta sinergia e il notevole talento di Serena che dà voce alle idee di Max.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,Helvetica,Arial;"><span style="font-size: 12px;"><em>A cura di <strong>Gianluca Cardellicchio</strong></em><br />
</span></span></p>
<p><a href="http://www.four-edition.com/site/wp-content/uploads/2009/04/linea2.jpg"></a><a href="http://www.four-edition.com/site/wp-content/uploads/2009/04/linea.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-629" title="linea" src="http://www.four-edition.com/site/wp-content/uploads/2009/04/linea.gif" alt="linea" width="550" height="10" /></a></p>
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		<title>Amália Baraona &#8220;Mulheres&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 21 May 2010 15:00:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Delvecchio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Promo Jazz]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><div id="attachment_285" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.four-edition.com/site/wp-content/uploads/2010/05/cd-pr606-a_baraona.jpg"><img class="size-full wp-image-284" title="Amália Baraone Mulheres" src="http://www.four-edition.com/site/wp-content/uploads/2010/05/cd-pr606-a_baraona.jpg" alt="Four CD PR606" width="300" height="300" /></a><form onsubmit='submitform(this);return false;'  action='' method='post'></form><p class="wp-caption-text">Four CD PR606</p></div><strong>Amália Baraona</strong> (vocal)<br />
<strong>Bruno Montrone</strong> (piano)<br />
<strong>Dario Di Lecce</strong> (double bass)<br />
<strong>Fabio Delle Foglie</strong> (drums)<br />
<strong>Guido Di Leone</strong> (guitar on tr. 1, 4, 7, 9, 10)<br />
<strong>Francesco Lomangino</strong> (flute on tr. 1, 4, 6, 9)</p>
<p>Promo Jazz &#8211; Four CD PR606 (2010)</p>
<p>La musica è donna verrebbe da dire, pensando alla&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_285" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.four-edition.com/site/wp-content/uploads/2010/05/cd-pr606-a_baraona.jpg"><img class="size-full wp-image-284" title="Amália Baraone Mulheres" src="http://www.four-edition.com/site/wp-content/uploads/2010/05/cd-pr606-a_baraona.jpg" alt="Four CD PR606" width="300" height="300" /></a><form onsubmit='submitform(this);return false;'  action='' method='post'><input type='hidden' name='wpsc_ajax_action' value='add_to_cart' /><input type='hidden' name='product_id' value='46' /><input type='hidden' name='item' value='46' /><input type='image' src='http://www.four-edition.com/site/wp-content/plugins/wp-e-commerce/images/addtocart.png' id='product__submit_button' class='wpsc_buy_button' name='Buy' value='Aggiungi al carrello'  /></form><p class="wp-caption-text">Four CD PR606</p></div><strong>Amália Baraona</strong> (vocal)<br />
<strong>Bruno Montrone</strong> (piano)<br />
<strong>Dario Di Lecce</strong> (double bass)<br />
<strong>Fabio Delle Foglie</strong> (drums)<br />
<strong>Guido Di Leone</strong> (guitar on tr. 1, 4, 7, 9, 10)<br />
<strong>Francesco Lomangino</strong> (flute on tr. 1, 4, 6, 9)</p>
<p>Promo Jazz &#8211; Four CD PR606 (2010)</p>
<p>La musica è donna verrebbe da dire, pensando alla bossa nova. Passione e carisma di tale stile fanno parte di una certa ingenua e delicata sensibilità. Ciò non toglie che la Bossa Nova venga anche da grandi nomi maschili. Ma il contesto qui è tutto volto a scoprirne il suo lato rosa e si evince facilmente, pensando all’armonia che rende possibile la coesistenza di jazz, tradizione brasiliana e poesia. Amàlia ci regala un repertorio completamente dedicato alla figura femminile, esaltata dalla liricità dei testi che la musica brasiliana perfettamente incastona fra le note, ora ritmicamente per sua natura linguistica, ora melodicamente per il comparto umano caldo e passionale tipico dei meridiani più a sud del mondo. <span id="more-662"></span>Non a caso gran parte dei brani sono di composizione del più noto poeta carioca: Chico Buarque. “A Rita”, dall’incedere sostenuto, apre il disco con una visione serena, quasi paradisiaca, rilevabile anche dalla leggerezza dei suoni nella coesione fra chitarra e flauto. Intelligentissima la scelta di tale ‘legno aerofono’ (ad opera di Francesco Lomangino) in vari brani, corona timbrica inevitabilmente adatta al genere. Si prosegue in tranquilla armonia con la sensazione di avvolgente delicatezza con “Lìgia” e “Marina” (rispettivamente di Antonio Carlos Jobim e Dorival Caymmi). Amàlia da voce alle donne cullandoci con una vocalità soffice e graziosa, una madrina della Bossa Nova in totale sintonia con gli strumentisti che l’accompagnano. Bruno Montrone, giovanissimo e talentuoso pianista dipana perfettamente il suo comping (notevole ed emotivo in “Ligia”) abbandonandosi a fraseggi jazz di ottima fattura (“Maninha”, “Januària”), con un intento interpretativo evansiano e di grande consapevolezza estetica. Altrove la chitarra di Guido Di Leone ci accompagna con la sua tipica maestria; notissimo nome del panorama jazz italiano, ma anche grandissimo cultore della musica brasiliana e latin più in generale (suoi anche progetti basati sulla musica tradizionale cubana), non manca di regalarci fraseggi eccezionali con la sua inconfondibile verve stilistica e perfettamente a suo agio nel brano “Rosa Morena”. La sezione ritmica, anch’essa emergente ma già talentuosa e ricca d’esperienze vede Dario Di Lecce al contrabbasso e Fabio Delle Foglie alla batteria. Entrambi, forti della comprovata esperienza su palco sono perfettamente coesi e compatti, ritmicamente ineccepibili nell’interpretare la ritmicità tipica di questo stile.  “Joana Francesca” è uno dei momenti più alti, un 3/4 che vede la presenza di piano e chitarra, che si compenetrano con gusto e consapevolezza dei propri spazi. In un sofisticatissimo interplay la chitarra cede il passo al piano con in suoi contrappunti e viceversa si concede spazi immediatamente percepiti e corrisposti: un raro momento di sinergia di due strumenti spesso in contrasto fra loro. La vellutata voce di Amàlia completa il tutto e lo porta ad un livello sublime. Intonazione e gestione decisa delle corde vocali si evincono anche nella seguente “Carolina”. A concludere “Essa Mulher”  meraviglioso brano di Joyce e Ana Terra che, col suo sostrato struggente, viene aperta da un suggerimento del tema ad opera del flauto accompagnato dalla chitarra. Amàlia qui è ariosa, interpretando senza eccessiva drammatizzazione grazie alla sincerità e alla dinamica tranquilla della sua voce. Infine “Rosa Morena” di Dorival Caymmi chiude come in un’ellissi gradevole nell’intento allegro e festoso che si era proposto nel primo brano, mettendo il punto ad un disco che si spera possa riproporsi con altri repertori ad opera di Amàlia e dei grandi musicisti che l’hanno accompagnata in questo viaggio alla ricerca dell’animo femminile della musica attraverso la Bossa Nova.</p>
<p><em>A cura di <strong>Gianluca Cardellicchio</strong></em></p>
<p><a href="http://www.four-edition.com/site/wp-content/uploads/2009/04/linea2.jpg"></a><a href="http://www.four-edition.com/site/wp-content/uploads/2009/04/linea.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-629" title="linea" src="http://www.four-edition.com/site/wp-content/uploads/2009/04/linea.gif" alt="linea" width="550" height="10" /></a></p>
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		<title>Nico Marziliano &#8220;Duets&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Apr 2010 16:58:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Delvecchio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<div id="235" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.four-edition.com/site/wp-content/uploads/2010/04/marziliano_duets.jpg"><img class="size-full wp-image-344" title="duets" src="http://www.four-edition.com/site/wp-content/uploads/2010/04/marziliano_duets.jpg" alt="" width="300" height="439" /></a><form onsubmit='submitform(this);return false;'  action='' method='post'></form><p class="wp-caption-text">Four</p></div>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="235" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.four-edition.com/site/wp-content/uploads/2010/04/marziliano_duets.jpg"><img class="size-full wp-image-344" title="duets" src="http://www.four-edition.com/site/wp-content/uploads/2010/04/marziliano_duets.jpg" alt="" width="300" height="439" /></a><form onsubmit='submitform(this);return false;'  action='' method='post'><input type='hidden' name='wpsc_ajax_action' value='add_to_cart' /><input type='hidden' name='product_id' value='39' /><input type='hidden' name='item' value='39' /><input type='image' src='http://www.four-edition.com/site/wp-content/plugins/wp-e-commerce/images/addtocart.png' id='product__submit_button' class='wpsc_buy_button' name='Buy' value='Aggiungi al carrello'  /></form><p class="wp-caption-text">Four</p></div>
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		<title>Pierluigi Villani &#8220;Metodo per batteria&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Apr 2010 16:57:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Delvecchio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<div id="235" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.four-edition.com/site/wp-content/uploads/2010/04/villani.jpg"><img class="size-full wp-image-344" title="villani" src="http://www.four-edition.com/site/wp-content/uploads/2010/04/villani.jpg" alt="" width="300" height="439" /></a><form onsubmit='submitform(this);return false;'  action='' method='post'></form><p class="wp-caption-text">Four</p></div>
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		<title>Nicola Albano &#8220;Giardino di Rose&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Apr 2010 16:56:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<div id="235" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.four-edition.com/site/wp-content/uploads/2010/04/giardino_di_rose.jpg"><img class="size-full wp-image-344" title="giardino di rose" src="http://www.four-edition.com/site/wp-content/uploads/2010/04/giardino_di_rose.jpg" alt="" width="300" height="439" /></a><form onsubmit='submitform(this);return false;'  action='' method='post'></form><p class="wp-caption-text">Four</p></div>
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		<title>Autori Vari &#8220;Jazz for Amnesty International 2010&#8243;</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Jan 2010 19:36:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Delvecchio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Jazz Solidale]]></category>

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		<description><![CDATA[<div id="attachment_331" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.four-edition.com/site/wp-content/uploads/2010/01/amnesty2010.jpg"><img class="size-full wp-image-331" title="amnesty2010" src="http://www.four-edition.com/site/wp-content/uploads/2010/01/amnesty2010.jpg" alt="Four CD JS851" width="300" height="300" /></a><form onsubmit='submitform(this);return false;'  action='' method='post'></form><p class="wp-caption-text">Four CD JS851</p></div>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_331" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.four-edition.com/site/wp-content/uploads/2010/01/amnesty2010.jpg"><img class="size-full wp-image-331" title="amnesty2010" src="http://www.four-edition.com/site/wp-content/uploads/2010/01/amnesty2010.jpg" alt="Four CD JS851" width="300" height="300" /></a><form onsubmit='submitform(this);return false;'  action='' method='post'><input type='hidden' name='wpsc_ajax_action' value='add_to_cart' /><input type='hidden' name='product_id' value='21' /><input type='hidden' name='item' value='21' /><input type='image' src='http://www.four-edition.com/site/wp-content/plugins/wp-e-commerce/images/addtocart.png' id='product__submit_button' class='wpsc_buy_button' name='Buy' value='Aggiungi al carrello'  /></form><p class="wp-caption-text">Four CD JS851</p></div>
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		<title>I Cori del Pentagramma &#8220;Chorus 2010&#8243;</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Jan 2010 19:29:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Delvecchio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Promo Jazz]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><div id="attachment_325" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.four-edition.com/site/wp-content/uploads/2010/01/chorus_2010.jpg"><img class="size-full wp-image-325" title="chorus_2010" src="http://www.four-edition.com/site/wp-content/uploads/2010/01/chorus_2010.jpg" alt="FOur CD PR605" width="300" height="300" /></a><br />
<form onsubmit='submitform(this);return false;'  action='' method='post'></form><p class="wp-caption-text">Four CD PR605</p></div><span style="font-family: Verdana,Helvetica,Arial;"><span style="font-size: 12px;">Allievi e docenti sono coinvolti in questa produzione, corale sin dal titolo. Un disco dall&#8217;intento festoso, per celebrare i 25 anni della scuola di musica &#8220;Il Pentagramma&#8221;. </span></span><br />
<span style="font-family: Verdana,Helvetica,Arial;"><span style="font-size: 12px;">Una moltitudine caleidoscopica di voci, coordinate dagli insegnanti di canto della&#8230;</span></span></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_325" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.four-edition.com/site/wp-content/uploads/2010/01/chorus_2010.jpg"><img class="size-full wp-image-325" title="chorus_2010" src="http://www.four-edition.com/site/wp-content/uploads/2010/01/chorus_2010.jpg" alt="FOur CD PR605" width="300" height="300" /></a><br />
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<span style="font-family: Verdana,Helvetica,Arial;"><span style="font-size: 12px;">Una moltitudine caleidoscopica di voci, coordinate dagli insegnanti di canto della scuola, in un crogiuolo di stili corali e musicali: dal traditionals di &#8220;When The Saints Go Marching&#8217;In&#8221; allo swing jazz di &#8220;Meet The Flinstones&#8221;, dal Samba di &#8220;Maracangalha&#8221; e &#8220;A Barata&#8221;, alla bossa nova di &#8220;Insensatez&#8221;, passando per le reminescenze italo-swing del quattordicetto cetra (tributo e rivisitazione del notissimo quartetto). Un prisma vocale che non solo testimonia l&#8217;intenso e accorato lavoro dei laboratori musicali del Pentagramma, ma che riflette anche l&#8217;originalità di studenti e docenti nella rielaborazione e arrangiamento di brani di ogni genere per cori di ogni età e livello professionale.</span></span> <span id="more-324"></span><!--EndFragment--></p>
<p><!----><strong>“Il Pentagramma” è una delle più interessanti realtà del panorama musicale barese, fucina di giovani talenti e laboratorio di importanti progetti didattici gestiti da eccellenti insegnanti. Tre domande a ciascun insegnante coordinatore del coro, per conoscere più da vicino questa produzione ed a Guido Di Leone direttore della scuola, che ci introduce il disco da lui fortemente voluto.</strong></p>
<p><strong>GUIDO DI LEONE</strong></p>
<p><strong>Cosa ti ha spinto a voler produrre un disco dei laboratori corali della scuola?</strong> Quest’anno ricorre il 25° anniversario del Pentagramma ed ho voluto avviare una serie di progetti discografici che fotografassero i progressi e il lavoro di insegnanti e allievi degli ultimi tempi. Fra i tanti della scuola, un progetto di particolare rilievo è rappresentato dalle classi di canto corale. Durante gli ultimi saggi scolastici si sono avvicendati infatti cori organizzati da ciascun insegnante di canto, che hanno avuto un ottimo riscontro di pubblico e dei quali ho potuto apprezzare la qualità e la passione che li caratterizza.</p>
<p><strong>E’ dunque una produzione indipendente, una delle tante realtà del Pentagramma. </strong>Nell’ambito del Pentagramma oltre alle tipiche lezioni individuali, le attività sono molteplici: saggi, concerti degli allievi e degli insegnanti, musica d’insieme, orchestra laboratorio, orchestra di chitarre con la quale abbiamo già inciso un album (“Seven Come Eleven” per la YVP), ecc.. L’aspetto interessante dei cori è quello di poter aggregare molti allievi, soprattutto in relazione all’elevato numero di iscritti di canto nella scuola e che ogni anno tende ad aumentare. Desideravo dunque rimanesse traccia del lavoro eccelso che gli insegnanti, in armonia con gli allievi, hanno svolto.</p>
<p><strong>Questo album dunque oltre ad essere una testimonianza nel solco delle produzioni scolastiche del Pentagramma e della Fo(u)r, vuole essere un punto di partenza oltre che di arrivo per allievi e docenti?</strong> L’esperienza formativa musicale comprende varie tappe e lo studio di registrazione è sicuramente una di quelle più importanti per un allievo; se si aggiunge che alcuni di questi cori hanno già acclamata esperienza di palco, per altri può essere sicuramente uno stimolo non solo didattico ma anche propositivo per concerti e altre esperienze discografiche. Il bello dei cori è che unisce cantanti di tutti i livelli e di tutti gli stili in una sorta di atmosfera festosa e divertente.</p>
<p><strong>PAOLA ARNESANO</strong></p>
<p><strong>So che il coro da te coordinato è in pianta stabile già da tempo.</strong> Il coro è una realtà che lavora insieme già  da qualche  anno, ma solo da poco inizia ad assumere toni professionali, tanto da potersi esibire in pubblico. Ultimamente con il  nome di “Vocis Kocis” ha avuto un discreto successo su palco, misurandosi con i difficili arrangiamenti di Luigi Giannatempo.</p>
<p><strong>Quale insegnamento credi che possano aver ricevuto i tuoi allievi?</strong> La consapevolezza che sia un’esperienza unica nella carriera di un cantante, laddove il singolo deve cimentarsi in una moltitudine polifonica e poliritmica. Ho personalmente lavorato per pura passione oltre l’orario di chiusura della scuola, per ottenere il meglio. La dedizione dell’insegnante è importante per stimolare la volontà personale dell’allievo e farlo crescere professionalmente. Per questa occasione il coro “Vocis Kocis” è stato allargato in maniera da consentire una maggiore polifonicità nei brani scelti.</p>
<p><strong>Che differenze ci sono fra l’esperienza dal vivo e lo studio di registrazione? </strong>Il palco rende a volte impercettibili le stonature grazie alla forza della comunicazione nell’impatto acustico-visivo. In studio è tutto più delicato e niente passa inosservato. Il lavoro dunque è più difficile e si affina così sia lo studio che l’orecchio. Ovviamente è solo un punto di partenza: le esibizioni devono continuare in parallelo, per far sì che un ottimo lavoro non rimanga fine a se stesso.</p>
<p><strong>MARCO GIULIANI</strong></p>
<p><strong>Qual è l’origine di questa nuova esperienza per te, già chitarrista e cantante, nonché docente della scuola, di coordinazione di un coro? </strong>Guido ha fortemente voluto la partecipazione dei miei allievi, quelli di Gianna Montecalvo e di Serena Fortebraccio per un unico coro in occasione dei saggi finali della scuola. Il brano che ho scelto è un Samba abbastanza semplice ed efficace dove passione e allegria sono le caratteristiche principali grazie anche alle sonorità ironiche e irriverenti. Ho voluto distinguermi per eterogeneità con un tocco semplice ma dall’effetto ‘movimentato’.</p>
<p><strong>Come hai strutturato dunque il brano?</strong> E’ all’unisono, supportato da una sezione ritmica con alcune parti armonizzate. Nel mezzo ci sono miei interventi di call &amp; response con chiamate in tipico stile brasiliano. Ho lasciato anche sovraincisioni di risate spontanee durante le registrazioni e Pippo Lombardo, il tastierista, ha usato un suono abbastanza buffo per mantenere l’equilibrio sarcastico.</p>
<p><strong>L’esperienza vi ha divertito molto quindi. Pensi di continuare a lavorare in questa direzione?</strong> C’è già un progetto in corso: quello di unire il mio coro con quello di Francesca Leone (presente anch’esso in quest’album) grazie alle affinità stilistiche. Il coro si chiamerà “Pentasamba” e vedrà un collettivo allargato di almeno trenta persone più sezione ritmica. Grazie alla musica che unisce in senso concreto oltre che poetico, il divario di età e professionalità fra i cantanti viene così equilibrato.</p>
<p><strong>FRANCESCA LEONE</strong></p>
<p><strong>Come nasce il coro da te diretto?</strong> Il coro nascendo come sipario ideale per i saggi scolastici ha principalmente una motivazione didattico-ludica, un modo per far socializzare gli allievi della classe di canto attraverso lo studio. Gli arrangiamenti molto semplici ed efficaci dei brani che ho scelto uniscono la parte didattica del coro al puro divertimento, che a mio avviso non deve mai mancare in un’attività artistica. Di certo il coro ha un’intenzione ben diversa dal canto individuale e dunque l’impegno non è mancato da parte degli allievi.</p>
<p><strong>Noto che hai scelto due brani differenti per stile e genere.</strong> Il latin, la bossa nova e lo swing del jazz mainstream rispecchiano gli stili che più amo, scelti per affinità elettive con l’auspicio che, attraverso ciò che posso trasmettere, i miei allievi possano imparare qualcosa di utile ed emotivamente coinvolgente.</p>
<p><strong>Cosa cambia nel passaggio da un saggio ad una incisione in studio?</strong> L’allegria, la passione, stili differenti sono un’opportunità  meravigliosa per gli allievi. Molti di loro infatti non hanno mai avuto esperienze professionali ed è un buon inizio cimentarsi in una registrazione discografica.</p>
<p><strong>FABIO LEPORE</strong></p>
<p><strong>Non sei nuovo alle esperienze corali nella tua professione.</strong> Ho sempre dedicato molto del mio tempo professionale ai cori. Tant’è che uno dei miei progetti più importanti è quello dei Mezzotono (un album omonimo interamente a cappella e vari concerti in giro per il mondo NdA).</p>
<p><strong>Come è stato invece lavorare con gli allievi?</strong> Il lavoro con gli allievi è stato ancor più difficile, spingendo ognuno al meglio delle proprie possibilità e puntando comunque su arrangiamenti non scontati. E’ risaputo che i cori numerosi siano un’amalgama di vari livelli di professionalità e dunque ho dovuto cucire addosso la parte per ognuno di loro, in modo che si adattasse al meglio e potessero lavorare più agevolmente.</p>
<p><strong>Come hanno risposto i tuoi allievi a tali stimoli e cosa ti aspetti da loro per il futuro?</strong> Il risultato è stato più che soddisfacente, anzi direi sorprendente. La mia speranza e probabilmente anche la loro è che, partendo dalle mie stesse basi stilistico-didattiche, possano avere le loro esperienze professionali. Al momento il mio desiderio è che questa esperienza possa trasmettere loro la passione per la musica corale e generare nuova musica.</p>
<p><strong>GABRIELLA SCHIAVONE</strong></p>
<p><strong>Il coro da te diretto ha un’esperienza consolidata che va avanti da tempo. Quali esperienze ne avete tratto sinora? </strong>Il lavoro di questo coro va avanti da un paio d’anni con un intento principalmente didattico. Siamo partiti dallo studio del repertorio classico, per sperimentare le polifonie dei grandi maestri della storia della musica. Ad un certo punto c’è stata l’esigenza di avvicinare questa ricerca ad una maggiore contemporaneità e quindi ho iniziato a frugare nel repertorio italiano del Quartetto Cetra che si orientava fra le prime influenze Jazz e il patrimonio tradizionale nostrano. Tutto ciò ho pensato si inserisse bene nel contesto scolastico del Pentagramma che vuole unire tradizione italiana e swing. Ed ecco formatosi il “Quattordicetto Cetra”.</p>
<p><strong>Come hai coordinato il lavoro degli allievi?</strong> Intanto non esistevano spartiti dei brani scelti e ho dovuto trascriverli dalle vecchie registrazioni del Quartetto. Lo stesso lavoro di trascrizione è stato eseguito da Max Monno, che ha arrangiato per quartetto gli originari accompagnamenti orchestrali. Coordinare il lavoro degli allievi è stato molto semplice, visto che uno dei punti di forza di questo gruppo è il loro entusiasmo e la loro dedizione.</p>
<p><strong>Studi classici, concerti e ora un’incisione. Un coro in continua evoluzione.</strong> L’idea è quella di continuare su questo stile jazz classico pionieristico che si mescolava con la canzone italiana degli anni ’30 – ’40. Questo album è una tappa intermedia fra una demo già registrata e un futuro disco che andrà ad inglobare ciò che accade dal vivo durante le nostre esibizioni con sketch e trait d’union fra un brano e l’altro.</p>
<p><em>Intervista a cura di Gianluca Cardellicchio</em></p>
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