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Max Monno “Treni a Vapore”

Max Monno (guitars, arrangements)
Serena Fortebraccio (vocals)
Massimo Moriconi (double bass)
Massimo Manzi (drums except track 2)
guests
Guido Di Leone (el. guitar on track 5)
Gaetano Partipilo (alto sax on tr. 3, 5, 9)
Fabio Delle Foglie (drums on track 2)

Beyond Jazz – Four CD BE006 (2010)

Prezzo di vendita: € 12,00
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Max Monno porta in studio un suo progetto da tempo già consolidato dal vivo: la volontà di rivisitare in chiave jazz brani del repertorio di musica pop italiana. Chitarrista di pregevole fattura, ha una dote in più a differenza di tanti meri esecutori: la capacità di arrangiare e comporre con gusto e tatto, senza mai perdere l’amore per il jazz. Musicista mai fossilizzatosi sugli ascolti e lo si può notare dall’originalità con il quale riarrangia i brani che più ama, seppur lontani dalla musica afro americana. Ma tutto il mondo è paese, e basta una mente raffinata ad unire generi e culture diversi nel loro aspetto musicale in un’unica situazione sonora di sicuro effetto così come l’album “Treni a vapore” si paventa all’ascoltatore. Per riuscire nell’impresa si circonda di professionisti di alto profilo come il grande Massimo Manzi (progetto anche da quest’ultimo fortemente voluto) e il contrabbassista Massimo Moriconi. Contorno ritmico ineccepibile  i due regalano sfumature notevoli agli arrangiamenti di Max, credendo sino in fondo alla sua idea così genuina e personale della musica. La limpida e intonatissima voce di Serena Fortebraccio corona il tutto, non scevra di doti strumentali delle corde vocali come dimostra nell’unisono con la chitarra e nello scat di “Non arrossire”. Entrando nello specifico “Grazie dei fior” è una prova di modernità e autenticità al contempo, arrangiato in modo aperto ritmicamente, con una sonorità elettrica e moderna, quasi a voler ricordare il Bill Frisell più esplorativo. Mantiene la sua identità ben celata sotto un adattamento dal clima sereno e lontanamente riecheggiante momenti metheniani più acusticamente introspettivi “Crazy Boy” di Samuele Bersani. Le molteplici personalità musicali si evincono anche nel brano “Guido Piano” di Fabio Concato con l’utilizzo dello strumming dal ritmo pop funk di chitarra acustica e inserti di suoni etnici di chitarra, ancora in odore di contaminazione. Colpiscono poi le fasi altalenanti delle dinamiche alternate fra break, silenzi e reprise. Nella strumentale “Improvvisamente” eccolo duettare col maestro e amico di sempre Guido Di Leone, una speciale atmosfera cordiale fra chitarristi che sembrano interloquire al chiaro di luna in una notte estiva. Nellla bellissima “Futura” di Lucio Dalla è invece riproposta in chiave Bossa Nova, non senza interessanti inserti ritmici. Introspettivo e dunque riflessivo il solo di Moriconi accompagnato da originalissime dinamiche. Non poteva mancare un fast swing con “I Got the Blues” di Pino Daniele dove appare anche l’ospite Gaetano Partipilo e il suo inconfondibile e moderno sax alto. Nota a parte meritano i brani composti direttamente da Max Monno. “Benvenuta” è una delicata bossa nova, grande esempio di gusto creativo e “MMMMMM” è una ballad che concentra tutte le grandi ispirazioni jazz di Max e le convoglia emotivamente attraverso l’armonizzazione del tema e i grandi spiragli solistici che apre fra sé e l’ascoltatore. Del resto tutto il disco è un continuo fluire di passioni interiori e capacità tecniche, grazie anche alle continue sfumature della sezione ritmica in perfetta sinergia e il notevole talento di Serena che dà voce alle idee di Max.

A cura di Gianluca Cardellicchio

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