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Francesco Pennetta “Pulse”

Francesco Pennetta (drums)
Martin Jacobsen (tenor sax)
Francesco Palmitessa (guitar)
Pietro Ciancaglini (double bass)

Contemporary Jazz – Four CD CO404 (2010)

Prezzo di vendita: € 12,00
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Francesco Pennetta dimostra tutte le caratteristiche per instaurarsi fra moderno e reminiscenze Bop. Pulizia e tecnica, frutto di duro lavoro e ricercatezza, fra esigenza di stile e umiltà artistica. L’album Pulse è un estrinsecarsi di passioni, raffinatezze, pulsioni musicali racchiuse nel beat intransigente, nel timing dallo swing evocativo e accattivante. “Salient, succint and evocative” lo definisce Derek Taylor in una recensione entusiastica per All About Jazz.
Conciso, perché la sua geometria ritmica è assolutamente in riga col contesto, rendendo l’ascoltatore partecipe di un interplay dall’esecuzione elegante e perfezionista, senza funambolismi ed eccessi ingiustificati. Saliente, anche come sinonimo di ‘outstanding’ (prominente): uno swing eccezionalmente equilibrato fra i contrappunti improvvisati o arrangiati che siano, che riesce a cogliere con prudenza e consapevolezza le sfumature di ogni brano, esaltandone i momenti migliori. Evocativo, come summa inconfutabile degli aggettivi precedenti, perché tanta devozione al Jazz e allo studio e perfezionamento del proprio strumento non possono che celebrare il lavoro strumentale di Francesco associato sicuramente ad una pulsazione creativa interiore di spicco (non a caso l’album s’intitola “Pulse”).
Non c’è mai una caduta di stile, una banalità, un eccesso d’ego nella scelta dell’accompagnamento, né tanto meno in quella, riuscitissima, del repertorio. Si inizia con un brano di originale composizione del danese Martin Jacobsen (“Headway”), sassofonista di qualità ineccepibile, dal suono profondamente denso e caldo con un fraseggio sensibile ed efficace al contempo, un Coltrane dal sapore europeo. Gli altri musicisti sono degna spalla per un progetto godibilissimo sin dalle prime note. Francesco Palmitessa alla chitarra tiene il passo con uno stile hard bop e un sostrato più classico, fra Kenny Burrell e Pat Martino il virtuosismo è di gusto e moderno. Esemplare anche nell’accompagnamento, dote non da poco per un chitarrista, in perfetta coesione col resto della band. Infine il contrabbasso di Pietro Ciancaglini esibisce una linea decisa e morbida nel walking e un fraseggio leggero e melodioso, con un groove consapevole e sicuro suonato con scioltezza incredibile (“I Let A Song Go Out Of My Heart”). I brani sono pescati da un repertorio di standard della canzone jazz, da Billy Strayhorn a Cole Porter, non dimenticando il mai troppo celebrato Duke Ellington. Altrove è l’inconfondibile stile Bop a farla da padrone con “Crazeology” e il suo virtuoso tema con sax e chitarra all’unisono. O ancora “Bluesette” di Toots Thielemans, bellissimo brano in 3/4, non sempre proposto nei repertori odierni. Spazio anche a linee tipicamente latin come “Everything I Love”, disegnato con le spazzole da Francesco come un grazioso affresco rende l’ascolto incantevole. Sul dinamico “On a Clear Day” possiamo godere della sua raffinatezza solistica negli scambi con sax e chitarra. Immancabile la ballad con la delicatezza e l’emotività tutta cool del brano “Theme for Ernie”.
Un album jazzisticamente completo, costruito con decisione e abilità professionale, suggellato dalla calorosa umanità dei musicisti che vi hanno preso parte. D’altronde, come Francesco stesso dichiara, tutto sta nella sinergia dei musicisti. Un prodotto così riuscito e d’alta qualità non può che dimostrare il moto interiore e condiviso di tali professionisti.

A cura di Gianluca Cardellicchio

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