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The Smitherson Jazz with Guido Di Leone “Palma”

Mike Lovito (trumpet)
Andrea Candela (piano)
Frank La Capra (double bass)
Giovanni Scasciamacchia (drums)
with
Guido Di Leone (guitar)

Contemporary Jazz (CO412)

Prezzo di vendita: € 12,00
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Lo “Smitherson” è un jazz club di Policoro, un piccolo paesino lucano in provincia di Matera. Eppure è una realtà musicale che tanto piccola non sembra, considerando i talentuosi musicisti che vi si avvicendano. “The Smitherson”, non a caso, dà il nome al progetto di un formidabile quartetto che vede al piano Andrea Candela, alla tromba Mike Lovito, al contrabbasso Frank La Capra, alla batteria Giovanni Scasciamacchia e, special guest, Guido Di Leone alla chitarra, i quali si sono spesso potuti esibire nel locale sopracitato, scuotendo i ‘sassi’ della storica cittadina.  Sin dal brano di apertura infatti, il disco sprigiona la sua intrinseca energia con la title track “Palma”, un inedito fast bop dall’impatto notevole composto da Lovito, in cui tutti esprimono la forza del proprio carattere con efficacia maestria, sino a poco prima del tema finale, dove divampa una vera e propria collective improvisation, sublimazione del comunicare e comunicarsi il linguaggio jazz nella sua purezza. Il disco procede con la dedica personale del pianista Candela “Song for My Brother”, una medium ballad in 3/4 dai lontani echi cinematografici, sposando stilemi cool e regalandoci un intenso solo di tromba con la sordina e la sorpresa del ritmo funk sul finale, il quale sfuma ancora su virtuosismi collettivi. “Careful” celebre e difficile composizione di Jim Hall, vede un’intro con edificanti incastri di batteria del formidabile Scasciamacchia e, come chiosa del brano, una curiosa parafrasi all’unisono chitarra e tromba prima del tema. L’album procede su alterne onde emotive grazie allo standard “Easy Living” (di R. Rainger), una ballad dagli afflati introspettivi che l’ospite d’eccezione Di Leone, come sempre, restituisce con raffinatezza da manuale sia nel solo che nel comping deciso e delicato. “Ricordi” e “Viaggio” sono altri due inediti a firma di Scasciamacchia; il primo un brano fast dove Candela e Di Leone danno il meglio di sé in un solo vertiginoso per poi lasciare la parola al solo di batteria. L’altro è un medium swing con un ben congegnato arrangiamento che ci riporta alle radici del jazz classico grazie al maturo tocco compositivo. In “Mr. Montgomery” Guido Di Leone rende omaggio al maestro immortale della chitarra jazz west coast con un brano dai break accattivanti, che strizza l’occhio anche al celebre “Four” di Miles Davis. Con “Look Out” la mano sullo spartito è ancora del pianista Candela, il quale sente fortemente la nostalgia dello swing classico, anche se poi gli incastri armonico-ritmici destano le coscienze di coloro che nell’ascolto cercano un impeto di modernità. In chiusura immancabile un blues in chiave minore con “Smith Blues” scritto da Di Leone, che ci traghetta nell’ultima energica corsa tra gli umori e le sensazioni di un disco che sembra racchiudere tutte le istanze del jazz ben costruito e ben suonato, capace di mettere d’accordo puristi e modernisti e di sfornare composizioni che posseggono il carismatico carattere di ogni musicista che ha preso parte a questo eccelso progetto.

Gianluca Cardellicchio
Ufficio Stampa
Ass. Cult. Duke Ellington
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Guido Di Leone Web Site:
www.guidodileone.com

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