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Amália Baraona “3 Mundus”

Amália Baraona voice
Petrit Çeku guitar (tracks 1, 2, 7, 8)
Toni Kitanovski guitar (tracks 2, 3, 5, 6, 9, 11, 13), percussion (track 3)
Dinko Stipaničev guitar (tracks 2, 4, 6, 10, 13), double bass (track 1, 3, 5, 9, 11, 12, 13), cavaquinho (track 7), clarinet (track 3, 6), percussion (track 9)
Gent Rushi accordion (track 1, 4, 9, 10, 12)

Beyond Jazz – Four CD BE015 (2015)

Prezzo di vendita: € 12,00
  • Descrizione

Amália Baraona, alla seconda prova discografica con l'etichetta Four Records, ci regala ancora una volta un disco di inebriante bellezza, dimostrando di saperci davvero fare con la tradizione musicale brasiliana.

Se "Mulheres", il suo album precedente, proponeva un poetico excursus sulle donne raccontate dalla musica popolare brasiliana, qui il repertorio si addentra in un gusto musicale maturo e ragionato soprattutto sulla scelta dei musicisti che l'accompagnano e dunque sulla sonorità alla quale ha voluto dar vita.

"3 Mundus è ispirato a tre mondi musicali connessi da tre chitarristi" recita il booklet interno. Ed è proprio il suono della chitarra, infatti, ad essere protagonista timbrico di tutto l'abum. Infatti, tre chitarristi provenienti da disparate esperienze musicali, mettono in campo tutte le loro capacità e influenze stilistiche, dalla classica, alla world music, al jazz, per creare un ventaglio acustico dalle atmosfere intimiste che raccontino con efficacia il percorso vocale qui espresso da Amália .

Petrit Çeku, Toni Kitanovski, Dinko Stipaničev (quest'ultimo anche polistrumentista, alle prese con contrabbasso, percussioni, cavaquinho e clarinetto), sono i tre superbi chitarristi di cui sopra e la sensazione che ricreano è quella di una serata in salotto a casa con gli amici: un interplay confidenziale, dal clima 'cameristico', tra accompagnamenti bossa nova e samba formidabili e virtuosismi solistici accattivanti.

Dall'allegria informale di "Primavera" (Carlos Lyra/Vinícius de Moraes) alla spirituale introspezione di "O que serà" (Chico Buarque), le emozioni vengono riverberate dalla cornice strumentale della sei corde che spesso non abbisogna di ulteriori contrappunti ritmici, riuscendo ad essere già così un fedele contrappunto. E anche in "A vizinha do lado" (Dorival Caymmi), laddove le percussioni accennano un leggero samba, la sobrietà incantevole della voce di Amália non viene turbata da esasperazioni ritmiche, quanto piuttosto esaltata da delicate fiorettature armoniche e melodiche. In "Samba da volta" (Toquinho/ Vinícius de Moraes) il dualismo la fa da padrone, con l'armonizzazione della melodia di tre chitarre e l'ulteriore sdoppiamento corale della voce, lasciando intravedere anche una capacità di arrangiamento dei brani davvero elegante.

Da non sottvalutare inoltre, la presenza della fisarmonica di Gent Rushi che, in brani come "Maria Ninguém" (Carlos Lyra) o Feitio de Oração (Noel Rosa/Vadico), impreziosiscono la bossa nova di sonorità trasognanti, inserendosi alla perfezioni nei comodi spazi lasciati dalle chitarre.

Il retrogusto agrodolce che l'album "3 Mundus" lascia nell'ascoltatore è quello di un dialogo continuo tra le chitarre, gli altri strumenti e la voce fortemente espressiva e consapevole di Amália, che ritorna qui in grande stile, mettendo l'anima in ogni respiro e avvalendosi di musicisti che toccano corde, pelli e tasti con la stessa profondita con la quale toccano le nostre più intense riflessioni musicali.

Ufficio Stampa Fo(u)r Edition
Gianluca Cardellicchio
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Amália Baraona gives us yet another disc of inebriating beauty with her second release for the label Four Records, proving that she really knows how to express traditional Brazilian music.

If "Mulheres", her previous album with Four Records, proposed a poetic digression on women through Brazilian popular music, here the repertoire goes into a mature and reasoned musical taste especially on the choice of the musicians who accompany her, and on the sound which she wanted to create.

"3 Mundus was inspired by three musical worlds connected by three guitarists" reads the booklet. And it is indeed the sound of the guitar the protagonist of the entire album. In fact, three guitarists from different musical backgrounds put forward all their skills and stylistic influences, from classical to world music, to jazz, thus expressing a sound range of intimate atmospheres that create effectively the path for Amália's voice.

Petrit Çeku, Toni Kitanovski, Dinko Stipaničev (the latter multi-instrumentalist, playing also double bass, percussion, cavaquinho and clarinet), are three superb guitarists who recreate the feeling of an evening in the living room at home with friends: a warm interplay, with an atmosphere of “chamber music”, between bossa nova and samba in an accompaniment of vast virtuosity and captivating solos.

From the joyful lightness of "Primavera" (Carlos Lyra / Vinícius de Moraes) to spiritual introspection of "O que será" (Chico Buarque), emotions reverberate from the frame of the six-string instruments that often need no further rhythmic counterpoints, turning into true counterpoints by themselves. In "A vizinha do lado" (Dorival Caymmi), where the percussion suggests a light samba, the sobriety of Amália's enchanting voice is not troubled by rhythmic excesses, but rather enhanced by delicate embellishments, both harmonic and melodic. In "Samba da Volta" (Toquinho / Vinicius de Moraes) dualism is king, with the harmonization of the melody of three guitars and the splitting of the choral voice, revealing also a very elegant capacity of arrangement of the tracks.

The presence of Gent Rushi’s accordion cannot be underestimated, and in songs like "Maria Ninguém" (Carlos Lyra) or "Feitio de Oração" (Noel Rosa / Vadico) it enriches the bossa nova with dreamy sounds, fitting to perfection the spaces conveniently left by the guitars.

The bittersweet aftertaste that the album "3 Mundus" leaves to the listener is that of a continuous dialogue between the guitars, other instruments and Amália’s very expressive voice, who returns here in style, putting her soul in every breath and making use of musicians that touch the strings, skins and buttons with the same depth with which they touch our most intense musical reflections.

 

Fo(u)r Edition Press Office Personnel
Gianluca Cardellicchio

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